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Emergenza da tamponare e apprendimento in calo: i numeri della DAD

gio 03 feb 2022 09:02 • Dalla redazione

Presentata in Quinta commissione la ricerca sugli effetti della Didattica a distanza: ragazzi e docenti ne hanno risentito, ma essa ha permesso di contenere l’emergenza pandemica

Il polo scolastico clesiano

TRENTO. Una seduta dedicata agli effetti della didattica a distanza. Nei giorni scorsi in Quinta commissione del Consiglio provinciale sono stati presentati i risultati di una ricerca svolta tra gli studenti e i docenti. In evidenza, gli effetti sulla qualità dell’apprendimento dei ragazzi e i problemi di adattamento degli insegnanti alle nuove modalità di insegnamento: tuttavia il giudizio non è negativo.

La commissione, presieduta da Alessia Ambrosi (FdI), ha esaminato i risultati delle ricognizione fatta dal Dipartimento e presentati dalla Sovrintendente Viviana Sbardella e da Francesco Pisanu, direttore dell’Ufficio per la valutazione delle politiche scolastiche. Sbardella ha ricordato che a docenti e studenti sono stati somministrati 7220 questionari, agli insegnanti nel febbraio 2021 e agli studenti (perlopiù di superiori e medie) la scorsa primavera, per testare l’efficacia della didattica online.

Riassumiamo per punti i risultati dell’indagine:

Lezioni tradizionali anche se a distanza I professori: non erano preparati a questo modo di fare scuola, ma dall’analisi delle risposte è emerso che circa l’80% ha avuto e ha la disponibilità di strumenti, compresa la rete, e luoghi idonei per lavorare. Il 60% degli insegnanti hanno insegnato da casa, il 25% a scuola. Le modalità sono state perlopiù tradizionali, il 50% ha dichiarato di aver fatto lezioni frontali a distanza. Pochissimi i forum online e i video. Le modalità sono rimaste quelle solite anche perché non c’è stato il tempo di aggiornare gli insegnanti che sono andati, per così dire, sul sicuro. Una situazione, ha aggiunto, comprensibile ma che, nonostante l’inedita emergenza, è riuscita a parare i colpi.

La Dad, una lezione per i docenti Gli insegnanti hanno anche imparato dalla Dad: il 53% ha affermato che l’esperienza li ha spinti a organizzare l’insegnamento in modo più efficiente, a diversificare le metodologie e a modulare l’apprendimento degli studenti. Soprattutto, nel 36% dei casi ad elevare il grado di collaborazione con i colleghi.

I livelli di apprendimento sono scesi I livelli di apprendimento, secondo la percezione dei docenti, hanno risentito molto della Dad. In crescita, rispetto ai livelli pre-Covid, gli studenti che si collocano nella fascia bassa (+ 11,9%); segno più anche per quelli di livello medio-basso (+ 27%); in forte aumento i ragazzi di livello medio degli studenti (+ 40%); mentre quelli del livello più alto sono aumentati solo del 2,7%.

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Particolarmente colpite da questa situazione elementari e medie, scuole nelle quali il rapporto in presenza con l’insegnante è fondamentale. Anche le prove Invalsi hanno mostrato che sono aumentati i livelli più alti e diminuiti i più bassi. Per dare una risposta a questa situazione l’80% dei docenti, in varia misura, ha messo in campo lezioni di recupero. Sul piano psicologico gli insegnanti hanno espresso un giudizio per circa il 50% positivo sull’esperienza e anche sulla formazione per la Dad.  Ma sul piano della percezione dello stato di salute un terzo ha percepito la didattica a distanza come negativa. Il giudizio dei docenti sul supporto organizzativo non è stato entusiasmante ed è peggiorato rispetto ai rilevamenti pre-Covid.

Per gli studenti pochi problemi con i computer Gli studenti: il questionario è stato somministrato nella primavera del 2021. Buone le risposte sulla qualità dell’ambiente per studiare (87%) e sugli strumenti a disposizione, il 97% ha dichiarato di avere un computer a disposizione, anche se il 28% ha affermato di non avere una camera e il 18% di dover condividere il Pc o il tablet.

Tanto telefono, pochissimi libri Dalle domande sulle attività quotidiane che i ragazzi hanno svolto tra le mura domestiche nel periodo di Dad è emerso che ben il 45% degli studenti non ha letto neppure una pagina di un libro a fronte di un 20% che ha passato più di due ore al giorno davanti allo schermo utilizzando giochi elettronici e ben il 48% ha trascorso più di due ore con il cellulare in mano.

Per la metà dei ragazzi la Dad è stata un’esperienza negativa Le video lezioni in diretta sono state seguite per 4-6 ore al giorno dal 51,3% degli studenti, la contro prova che i docenti hanno soprattutto adottato il metodo della lezione frontale. La percezione dei ragazzi è stata ottima (84%) per le competenze digitali; complessivamente positiva sull’apertura mentale; per il 47% delle risposte neutro il giudizio sulla coscienziosità. Per quanto riguarda la resilienza, il 22% ha dato un parere negativo e il 47% neutro. Netto e negativo quello sulla qualità della didattica e dell’apprendimento in Dad: per il 42,6% degli studenti l’esperienza è stata negativa; per il 41% neutra e solo per il 16% positiva.

Questioni aperte Ad alcune questioni poste dalla commissione, Viviana Sbardella ha risposto che nel questionario non ha preso in considerazione i Bes (Bisogni Educativi Speciali) che sono stati seguiti con attenzione direttamente dal Servizio Istruzione. La Formazione professionale non sono stata inclusa perché il Comitato di valutazione riguarda la scuola statale. Sulla necessità di puntare sulla qualità del benessere scolastico c’è attenzione anche se c’è ancora da lavorare. Infine, sulla possibilità di intervenire sulle situazioni critiche per mancanza di spazi o di strumenti le scuole hanno messo in campo attività di recupero e supporto.

Con la Dad abbandoni scolastici in calo Pisanu ha ricordato che l’indagine nasce dalla necessità di avere dati di analisi sull’apprendimento e per quanto riguarda i Bes verranno messe sotto la lente le informazioni a livello di classe. Sul benessere, il Trentino è il primo dal 2018 a rilevare queste componenti psico-sociali. Per ciò che riguarda gli abbandoni, in un quadro tutto sommato positivo, 350 unità in media nel 2019/20, sono calati ma il dato è distorto dal lockdown. Il dirigente generale Roberto Ceccato ha sottolineato che gli insegnanti chiedono, oltre alla formazione, maggiori dotazioni tecnologiche anche se in questi due anni s’è fatto molto per accrescere il capitale delle scuole. Infine, Ceccato ha detto che si sta puntando molto sulla promozione sportiva. Per la maturità ha ricordato che il premier Draghi ha sempre insistito sul ritorno alla normalità e oggi in Trentino ci sono 24 classi in Dad alle superiori e ci si è attestati sul 10% delle classi. Dati non paragonabili con quelli dello scorso anno. L’assessore Mirko Bisesti, in conclusione, ha ricordato lo sforzo fatto da docenti e studenti e l’impegno della Sovrintendenza, dell’Iprase e dell’assessorato. Sui Bes ha ribadito che gli investimenti per questi ragazzi sono decisivi.

 



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