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Trentino e Brasile, un’amicizia di lunga data

mer 15 giu 2022 08:06 • Dalla redazione

Incontro a Trento tra il presidente Fugatti, l’ambasciatore brasiliano in Italia e il console “noneso” Alberto Piz

Il presidente Fugatti con l'ambasciatore Hadil Fontes da Rocha-Vianna e il console Alberto Piz

TRENTO. Parte dal Trentino la serie di incontri istituzionali che l’Ambasciatore Hadil Fontes da Rocha-Vianna, che da poco si è insediato nel Consolato Generale del Brasile in Milano, ha programmato in queste settimane in Italia. E ieri mattina l’alto diplomatico è stato ricevuto in Provincia dal presidente Maurizio Fugatti. All’incontro hanno partecipato anche Alberto Piz, Console Onorario del Brasile per il Trentino Alto Adige e Raffaele Farella, dirigente per l’internazionalizzazione e le relazioni economiche dell’Amministrazione provinciale.

Economia, cultura, turismo e ulteriore rafforzamento dei rapporti bilaterali sono stati i temi al centro del cordiale colloquio durante il quale è stata rinnovata la disponibilità da parte di entrambe ad approfondire e potenziare le occasioni di collaborazione.

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Sebbene sia molto più significativo il volume rappresentato dalle importazioni verso il nostro territorio, l’export trentino verso il Brasile ha superato i 21 milioni di euro nel 2021 ed è rappresentato in larga misura dalla fornitura di macchinari: ancora ampio è quindi il potenziale di interscambio.
“Queste visite sono per me una preziosa occasione per conoscere più da vicino l’Italia”, ha detto l’Ambasciatore che non aveva mai visitato in precedenza il Trentino e che si è dichiarato molto impressionato dalla bellezza del territorio ma anche dalla vivacità del nostro tessuto economico. “Sono convinto che ci sia lo spazio per poter sviluppare nuovi progetti insieme”, ha concluso. Nel corso del confronto sono quindi stati identificati alcuni settori economici ed ambiti di lavoro sui quali incentrare le progettualità comuni. 
Da parte sua il presidente Maurizio Fugatti ha ricordato la particolarità del Trentino che, assieme all’alto Adige, gode di un elevato livello di autogoverno che consente di gestire in sede locale la quasi totalità delle competenze: “Questo ci permette indubbiamente di sviluppare in autonomia le strategie per garantire sviluppo e competitività” ha spiegato il presidente Fugatti, “ma è chiaro che al tempo stesso ci carica di grandi responsabilità”.
Durante l’incontro, si è parlato a lungo del fenomeno dell’emigrazione e dei fortissimi legami che tengono unite le comunità che hanno messo radici oltreoceano senza mai perdere il contatto con la loro terra d’origine: un impegno - quello di mantenere saldo questi legami - che le istituzioni oggi hanno rilanciato con forza.



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