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Sistema dei rifiuti a Mezzolombardo: l'analisi delle minoranze

mer 22 giu 2022 09:06 • Dalla redazione

Un dettagliato rapporto spiega: 'Il nuovo sistema di raccolta a isole di comunità non è il migliore per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire in discarica'

I gruppi consiliari di minoranza di Mezzolombardo analizzano il sistema dei rifiuti della Borgata rotaliana

MEZZOLOMBARDO. “Nuova organizzazione raccolta rifiuti Mezzolombardo, è la strada giusta?” Se lo chiedono i consiglieri comunali Carlotta Zenari, Marco Weber, Danilo Dalla Brida e Danilo Devigili, dei gruppi consiliari Futuro Insieme e Crescere Insieme, analizzando alcuni dati significativi.

“A Mezzolombardo – è la premessa - sta entrando in funzione il nuovo sistema di raccolta a ‘isole di comunità’ e da un’analisi condotta dagli stessi consiglieri di minoranza emergerebbe che questo metodo non è il migliore per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire in discarica, aspetto fondamentale considerando la situazione emergenziale che sta vivendo il territorio, con l’esaurimento della discarica provinciale”.

“Fatto che sta costringendo il Trentino – si legge - a esportare i suoi rifiuti con probabili aumenti tariffari a carico dei residenti. A tale proposito in aprile la Giunta di Mezzolombardo ha già deliberato l’aumento di circa 50.000 euro annui per la gestione del servizio rifiuti, riducendo contemporaneamente alcuni incentivi per il conferimento al CRM”.

Secondo i consiglieri di Futuro Insieme e Crescere Insieme, confrontando i dati 2021 sull’indice di riciclaggio, che si ottiene scorporando dalla raccolta differenziata gli scarti, Mezzolombardo si attesta al 64,9% contro il 70,5% nel Comune di Cles, dove vige un sistema basato sul conferimento del multimateriale al Centro Recupero, il quale comporta scarti medi del 10% a fronte del 24% di quelli dichiarati da Asia per le isole di comunità.

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“Un altro dato che vale la pena sottolineare – spiegano i consiglieri - è la minor quantità di rifiuti urbani pro capite prodotti sempre nel comune di Cles, inferiore di ben 30 kg al dato di Mezzolombardo. L’effetto combinato di un miglior indice di riciclaggio e di una minor produzione di rifiuti comporta che Mezzolombardo, con una popolazione paragonabile a quella di Cles, conferisce in discarica annualmente circa 300 tonnellate in più di rifiuti, in pratica un Tir al mese”. 

Estendendo l’analisi ai comuni italiani che hanno adottato la Strategia Rifiuti Zero (attualmente 328 per un totale di oltre 7 milioni di abitanti) si scoprono dati ancora più interessanti.

“La percentuale del riciclaggio – risulta dall’analisi - sfiora il 90% e soprattutto si riduce enormemente la quantità di rifiuti non riciclabili da smaltire: 55 chili pro capite annui (dato 2018 per Capannori Toscana) contro i 93,5 kg di Mezzolombardo. Questo risultato è frutto di una strategia che, rispetto a quanto previsto nella borgata Rotaliana, fa leva anche su iniziative di sensibilizzazione e formazione dei cittadini che così sono portati ad adottare comportamenti che evitano di produrre rifiuti a monte”.

La strada indicata dalla comunità scientifica e promossa dalle istituzioni Europee va nella direzione della riduzione, del riutilizzo e del riciclaggio dei rifiuti.

“Tale strategia – si conclude - è ancora più urgente in un contesto come quello Trentino che vede il sistema provinciale della gestione rifiuti in profonda crisi. Solo l’applicazione dei principi dell’economia circolare potrà emancipare i nostri sistemi produttivi dalla dipendenza energetica e di materie prime strategiche, la cui disponibilità e prezzo  sono sempre più influenzati dalle tensioni internazionali”. 



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