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I luoghi della Grande Guerra perlustrati dai carabinieri

sab 03 set 2022 09:09 • Dalla redazione

Verifiche su una vasta area tra la Cima Trafoi, il Cevedale, il Vioz, il Crozzon di Lares e il Corno di Cavento

VAL DI SOLE. Giornata di perlustrazione oggi per i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Udine, che in collaborazione con il 3° Raggruppamento Aeromobili di Bolzano, l’Arma Territoriale e con l’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, hanno organizzato a bordo di un elicottero il controllo di una vasta area teatro dei sanguinosi scontri combattuti durante la Prima Guerra Mondiale mirato alla prevenzione e alla repressione di reati commessi ai danni del patrimonio culturale afferente la Prima Guerra Mondiale e di reperti archeologici in area montana. I luoghi perlustrati vanno da Cima Trafoi (3553 m), al Cevedale (3378 m), al Vioz (3644 m), a Punta San Matteo (3692 m), al Crozzon di Lares (3354 m) e fino al Corno di Cavento (3402 m).

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Si tratta di un’area di interesse anche per la cosiddetta “archeologia glaciale”, specialità che mira alla salvaguardia di manufatti e resti antropici in alta quota (sopra i 3.000 mt) e che studia la relazione tra la variabilità del clima e l’intensità dell’uso umano dei paesaggi alpini. In questo contesto si inseriscono, ormai da tempo, i cosiddetti “recuperanti”, appassionati di vestigia della Grande Guerra, che si armano di strumenti, come i metal detector, per rinvenire nel terreno oggetti afferenti a quelle particolari vicende storiche oltreché a beni di natura più prettamente archeologica.

Esiste però una legislazione dedicata che, a partire dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che recepisce la normativa nazionale di settore (L. n° 78 del 7 marzo 2001, “Tutela del patrimonio storico della prima guerra mondiale”), passando attraverso la Legge provinciale 17 febbraio 2003, n. 1, stabilisce regole precise per approcciarsi a questa affascinante attività che dev’essere innanzitutto svolta al di fuori di “aree archeologiche” e nei siti individuati quali “cimiteri di guerra” dove è assolutamente vietata. La raccolta e la ricerca di beni mobili di questa natura è consentita, purché si tratti di reperti e cimeli individuabili a vista o affioranti dal suolo (la legge vieta esplicitamente il distacco e l’appropriazione d’iscrizioni e cippi della Grande Guerra).



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