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Addio a Renato Chierzi

gio 05 mar 2020 • Dalla redazione

Scompare un acuto intellettuale clesiano, che ricordiamo con le parole del giornalista Carlo Martinelli

La comunità clesiana saluta Renato Chierzi, scomparso a 68 anni. Per ricordare la sua profonda figura intellettuale riprendiamo le parole pubblicate dal giornalista Carlo Martinelli, grande amico di Chierzi, sulle pagine del quotidiano Trentino. “Era nato a Cles nel 1952 e nel 1972 si era trasferito a Bologna. Amava ripetere che ‘non per mio merito ho avuto la fortuna di vivere il ’68 a Trento e il ’77 a Bologna, con le asprezze, le contraddizioni, gli errori che hanno comportato ma anche con la loro grandiosa carica umana, ideale e innovativa’. Nella città emiliana – ricorda Martinelli - si era ritagliato un ruolo di primissimo piano in quel mondo della Cooperazione di cui condivideva i valori e si sentiva figlio. È stato ricercatore, responsabile delle relazioni sociali, formatore, responsabile del personale. Ma era poi tornato, anche in seguito a problemi di salute, in quella che chiamava la sua amata “Piccola patria”. Arguto, dotato di vasta cultura, ricco di una umanità sanguigna e sempre curiosa, elegante con il suo immancabile papillon – prosegue Martinelli - ha lasciato il segno anche come scrittore: ricordiamo la raccolta di racconti Supermercato risorse umane (Curcu e Genovese) con la prefazione di Pierluigi Stefanini, presidente del Gruppo Unipol, che così scriveva: ‘L’esperienza professionale e umana di Renato Chierzi è di tale limpidezza che sarebbe giusto farla conoscere, divulgare ed insegnare ai giovani’. Con Edizioni Pendragon aveva poi pubblicato l’ironico e dissacrante Ricordi del mio funerale oltre a Morti e mele in Val di Non e Maddalene tra sogni e amore



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