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Parco fluviale, rinnovata fino al 2032 la convenzione

ven 29 dic 2023 15:12 • By: Giulia Colangeli

Approvato il ricco programma di interventi in difesa del fiume Noce

Il torrente Meledrio (ph. Sandro de Manincor)

VAL DI SOLE. Si è riunita in data 15 dicembre 2023 la Giunta provinciale per approvare lo schema di convenzione per l’attivazione del Parco Fluviale Alto Noce, entro i limiti del quale sono coinvolti i 13 Comuni della Val di Sole, da Cavizzana a Vermiglio, e avallare il conseguente Programma triennale di interventi. Il Parco Fluviale è nato nel 2015 per la difesa, il monitoraggio e la promozione delle aree protette legate al Noce e ai suoi affluenti (Vermigliana, Meledrio e Rabbies), e dal 31 dicembre 2023 comincerà una seconda fase.

Il punto di partenza della convenzione approvata, che ha durata novennale, risale alla legge provinciale 23 maggio 2007 n. 11, recante norme legate al “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette”. All’articolo 47 sancisce la facoltà per le aree protette site fuori dal Parco di essere gestite in modo coordinato da Comuni e Comunità, nel rispetto delle “esigenze di conservazione e di sviluppo sostenibile” e con riguardo “alla valorizzazione dei fattori di biodiversità, di riqualificazione degli ambienti naturali e seminaturali, nonché alla promozione di attività socio-economiche”.

Gli ambiziosi obiettivi del progetto riguardano principalmente il settore divulgativo, al quale si associa inevitabilmente l'intervento concreto.

“Uno dei principali intenti è la creazione e diffusione di una cultura ambientale - suggerisce Alessandra Tanas, esperta di sviluppo sostenibile delle terre alte -.

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Si vuole trovare un mezzo di comunicazione efficace per fare seria divulgazione, anche in sinergia con altre aree protette quali il Parco Fluviale del Sarca, e migliorare la consapevolezza: il Parco Fluviale non è tanto conosciuto, ma la conoscenza porta alla cura”.

Sono previsti percorsi formativi destinati a diversi target: da un lato si vuole migliorare la comunicazione specialistica - educando gli operatori di settore al riconoscimento delle specie aliene invasive per la salvaguardia della biodiversità locale, o diffondendo buone pratiche di gestione degli alpeggi tra allevatori e contadini -, dall’altro si vuole rendere la scuola protagonista, proponendo opportunità di divulgazione tramite uscite formative, giochi didattici e corsi.

Per quanto concerne la parte interventistica del progetto, quella in programma nel prossimo triennio, più settori sono coinvolti; per esempio, in ambito scientifico, sono stati stretti rapporti importanti con enti quali il Muse, la Fondazione Mach, l’Università di Trento, protagonisti del monitoraggio sul campo e in sostegno dei quali urge implementare borse di ricerca.

A tal proposito Tanas aggiunge: “Risulta necessario fare monitoraggi e fornire sempre più dati di anticipazione”, dati concreti che richiedono un organico numeroso e specializzato.

L’attenzione al gambero di fiume, a lungo creduto estinto ma recentemente ritrovato nelle acque del Noce e del quale si vuole favorire la riproduzione, si aggiunge alla sempre più urgente gestione dell’Ontaneta di Croviana e della Torbiera del Tonale, entrambi siti Natura 2000.

Proseguirà il progetto già in essere “Acqua, mondo outdoor e turismo”, che pone al centro l’offerta turistica sostenibile; si intende valorizzare sempre più il fiume Noce anche da un punto di vista sportivo, implementando le attività outdoor, continuando nella manutenzione o riqualificazione della rete sentieristica e dei punti di accesso e attracco.

Al pari della salvaguardia ambientale stricto sensu, segue tra gli obiettivi il miglioramento dell’interfaccia utente-ambiente (segnaletica, pubblicistica, di marketing) funzionale a uno sviluppo e a una sempre maggior connessione tra il Parco Fluviale e le comunità locali.

Gli obiettivi posti alla base della convenzione affondano radici in una preziosa terra da difendere e dal valore faunistico e floro-vegetazionale inestimabile; per la sua salvaguardia sono stati definiti 520.000 euro da dedicare agli interventi che saranno realizzati tra il 2023 e il 2026 (300.000 euro divisi tra consorzio BIM Adige e Comunità di Valle, 220.000 euro dalla Provincia).



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