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Servizi estivi: approvato il bando per finanziare le progettualità innovative 2026

Approvati anche i nuovi criteri per i contributi dei soggiorni socio educativi: coinvolti fino a 8000 giovani

Servizi estivi: approvato il bando per finanziare le progettualità innovative 2026
Conferenza Giunta provinciale - Spinelli, Tonina [Veneri - Archivio Ufficio Stampa PAT]

TRENTO. Con i provvedimenti adottati ieri, la Giunta provinciale introduce in via sperimentale un nuovo modello di organizzazione dei servizi estivi per il 2026. L’intervento, che potrà coinvolgere complessivamente fino a 8000 bambini e ragazzi - 1.320 bambini per turno - su tutto il territorio provinciale per sei settimane consecutive a partire dal 29 giugno 2026, nasce con l’obiettivo di rafforzare le politiche a favore delle famiglie, attraverso servizi socio educativi e di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, offrendo ai minori uno spazio educativo qualificato, capace di contrastare il fenomeno del “summer learning loss” senza riproporre l’impostazione tradizionale dell’attività didattica. Nello specifico, la Giunta ha approvato l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per i Servizi d'interesse economico generale (Sieg) estivi per raccogliere, da parte degli enti e realtà del settore, le proposte di progetti per l’estate. Nel secondo provvedimento, l’esecutivo ha approvato i nuovi criteri e modalità per la concessione di contributi per la realizzazione di soggiorni socio-educativi a favore della popolazione giovanile trentina.

“Con i provvedimenti approvati oggi si avvia la fase attuativa di questo nuovo modello rivolto all'attività destinate ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado durante i mesi estivi. Un’iniziativa che rappresenta un ulteriore tassello di una strategia che mette la famiglia al centro delle politiche pubbliche - il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -. Vogliamo sostenere concretamente i genitori nel periodo di chiusura delle scuole, ma allo stesso tempo garantire ai ragazzi opportunità di crescita, socializzazione e sviluppo delle competenze. Non si tratta solo di un servizio estivo, ma di un investimento sul benessere della comunità e sul futuro del nostro territorio”.

Il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli sottolinea il carattere innovativo ed inclusivo del nuovo modello: “Qualifichiamo il sistema dei servizi estivi con finalità socio educative e conciliative, con standard chiari di qualità, inclusione e flessibilità, con orari più ampi rispetto all’attuale offerta – precisa Spinelli -.

Estendiamo l’accesso anche alle famiglie che oggi non usufruiscono dei buoni di servizio, prevedendo tariffe calmierate in base alla condizione economica e un’attenzione particolare ai minori con disabilità o in situazioni di difficoltà. Una misura che consolida un modello di servizi estivi più strutturato, inclusivo e orientato alla qualità educativa, che promuove ed incrementa i servizi esistenti e interviene con un ulteriore servizio innovativo”.


Le caratteristiche del nuovo modello

La Provincia autonoma di Trento ha ridisegnato l'offerta estiva per la fascia degli iscritti al primo ciclo della scuola (estendibile ai 18 per disabilità). Questo sistema non si limita più a semplici contributi, ma integra tre pilastri normativi e operativi per rispondere ai bisogni emersi dalle indagini sulle famiglie, implementando e mettendo a sistema l’offerta dei servizi attualmente presente in ambito provinciale.

I pilastri sui quali viene definita l’offerta estiva sono Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg), i Buoni di Servizio FSE+ (lo strumento storico di conciliazione dedicato alle famiglie con madri lavoratrici, ora integrato nel panel complessivo e con una gestione coordinata con il SIEG), i Soggiorni socio-educativi (L.P. 6/2009) con la revisione dei criteri per i contributi a enti senza scopo di lucro, per aumentare i contributi a fronte di un sostanziale innalzamento degli standard qualitativi ed in materia di sicurezza.

Infine viene proposta una vetrina informatica unica: una piattaforma digitale Estate Family, che raccoglierà l'intera offerta territoriale, facilitando la messa a sistema dell’intera gamma dei servizi offerti e l'orientamento delle famiglie tra le diverse proposte.

Il modello Sieg introduce un cambio di paradigma: il servizio viene costruito attraverso una progettazione partecipata tra amministrazione e soggetti erogatori.

Non si tratta di una semplice erogazione di fondi, ma di una co—definizione dei contenuti pedagogici ed organizzativi, che si basa sui seguenti elementi: qualità dei servizi offerti (progetti con specifiche caratteristiche educative non formali), inclusione e priorità d'accesso con un accesso garantito ai minori con disabilità (accogliendo almeno il 10% rispetto agli utenti previsti, e sempre in sovrannumero, con Supporto Individualizzato).

Un costo calmierato per le famiglie, parametrato all’ ICEF, con soglia massima dell’indicatore pari a 0,70, ed una ampia flessibilità oraria per rispondere concretamente alle crescenti esigenze di conciliazione vita-lavoro: il servizio garantisce la copertura nella fascia 07:30 – 18:30. I turni sono settimanali (5 giorni consecutivi) con possibilità di opzioni part-time (minimo 4 ore) o full-time (8 ore). Nel tempo pieno è sempre garantita la somministrazione del pasto, anche tramite convenzioni con realtà locali, per favorire l'indotto territoriale. L'obiettivo è trasformare l'estate in un'opportunità di crescita attraverso quattro colonne pedagogiche: l'esperienza diretta, la cooperazione, l'allenamento di abilità trasversali e il piacere della scoperta.

Il sistema di compensazione della Provincia assicura che il costo per le famiglie sia proporzionato alle loro possibilità economiche, con rimborsi diretti ai soggetti incaricati per coprire il disavanzo tra i costi di gestione e le rette incassate.


L'intero processo sarà monitorato per valutare il gradimento delle famiglie, gli elementi positivi o di eventuale attenzione e criticità, la valutazione dei contenuti e dei programmi proposti, la qualità del servizio reso e il grado di risposta alle esigenze delle famiglie in tema di conciliazione vita-lavoro.

La seconda delibera approvata dalla Giunta, riguarda i criteri per la concessione dei contributi per la realizzazione di attività di soggiorno socio-educativo, a favore della popolazione giovanile residente in provincia di Trento, promosse da enti, associazioni o altri soggetti o organismi senza scopo di lucro.

Anche in questo caso va sottolineata la messa a sistema del servizio e il fatto che a fronte di un maggiore contributo pubblico, raddoppiato per la frequenza, viene chiesta una implementazione qualitativa (formazione degli operatori, rapporto numerico tra operatori e minori, tutela della sicurezza degli utenti, proposta socio educativa qualificane) alleggerendo il costo a carico delle famiglie.

Inoltre, i termini per le domande dei contributi vengono anticipati da maggio ad aprile di ogni anno e le domande saranno avanzate attraverso la piattaforma digitale "stanza del cittadino".