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Lucia Coppola: «Trovare soluzioni alternative al prelievo selettivo nel Parco»

lun 14 mar 2022 14:03 • Dalla redazione

La consigliera di Europa Verde presenta un'interrogazione sul progetto cervo: «La popolazione è stata coinvolta?»

COGOLO. “L'uccisione dei cervi, oltre a essere un atto inutile e violento, avrà come effetto secondario quello di costringere i lupi a rivolgersi verso altre prede, forse gli animali domestici che pascolano negli alpeggi”. Lo scrive in un’interrogazione la consigliera provinciale di Europa Verde Lucia Coppola a proposito del progetto Cervo (Qui l'articolo).

La consigliera chiede chiarimenti su diversi aspetti: in particolare, se sul tema si sia aperto o non si ritenga opportuno un confronto con la popolazione interessata per capire quale sia l'orientamento su quanto progettato, tenendo conto delle perplessità sollevate anche da alcuni cacciatori della Val di Rabbi e della Val di Peio, da parte della popolazione, oltreché delle associazioni ambientaliste; se non ritenga che si crei un conflitto di interesse la decisione di far abbattere i cervi dai cacciatori stessi; se non si ritenga che il ritorno del lupo potrebbe recare nel tempo un riequilibrio della altre prede e se  non ritenga una soluzione migliore studiare e sperimentare strategie alternative alla mattanza di centinaia di cervi.

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“I Parchi naturali sono aree protette il cui fine principale è la conservazione degli ecosistemi scrive nell’interrogazione -. La caccia interferisce per il suo effetto di disturbo sulle dinamiche naturali della fauna e degli ecosistemi. Un solo colpo di fucile può spaventare tutti gli animali per un raggio di centinaia di metri, anche quelli che non sono oggetto di caccia, impedendo loro di bere, di mangiare o semplicemente di sostare in un determinato luogo. La caccia praticata nei Parchi naturali uccide anche gli animali sani. Il contrario di quanto avviene in natura dove animali deboli e malati muoiono per lasciare il posto ad animali più sani e più forti. Nei Parchi naturali (e non solo) il piombo delle cartucce avvelena l'ambiente e gli animali. Ad essere vittima dell'avvelenamento da piombo sono soprattutto i rapaci, come le aquile e gli avvoltoi. Ne sappiamo qualche cosa anche noi. Di recente un'aquila a Soraga è stata avvelenata dal piombo. Infatti nutrendosi delle carcasse di animali feriti o morti, a causa della caccia ingeriscono anche piccoli pezzi di piombo. Questi frammenti causano un'intossicazione che può portare alla loro morte. Ora si cerca di far passare l'abbattimento dei cervi come l'unica soluzione possibile ed evidentemente non si intendono perseguire percorsi meno cruenti. Certamente è la soluzione più facile, quella che richiede minore impegno e ci si rifiuta di sperimentare strategie alternative alla mattanza di centinaia di animali. Generalmente gli accrescimenti della popolazione di cervi all'interno del Parco sono guidate da meccanismi naturali di autoregolazione delle specie” – conclude la consigliera che invita a studiare soluzioni alternative e attendere poi con pazienza che il controllo della popolazione dei cervi avvenga naturalmente.

 



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