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Una primavera davvero fredda

mer 26 mag 2021 13:05 • By: Giacomo Poletti

Ma il Global Warning non è una bufala

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Una primavera davvero fredda, dopo un inverno dove la neve non è mancata: “E se il lockdown avesse risolto i problemi del cambiamento climatico?” si chiede qualcuno. I meli e le viti, a fine maggio, sono in ritardo di quasi 15 giorni rispetto alla norma. “Quindi il Global Warming è una bufala!”. Sono di questo tenore alcuni dialoghi che ho sentito in questi giorni. Si tratta di falsi miti, frutto di semplificazioni errate? Oppure di temi con un fondamento? Vediamo di rispondere per punti ai dubbi fatti nascere da questa primavera fresca. Non mancheranno le sorprese…

1. “Il Covid ha risolto i problemi mondiali di inquinamento? Fa più freddo grazie al virus e ai lockdown?” La risposta è chiara e netta, ed è un no! Le concentrazioni di gas serra (anidride carbonica e metano in primis) non sono affatto diminuite nel 2020! Lo dimostrano i dati: non si scorge nemmeno un rallentamento della crescita apprezzabile.

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L’Italia è stato uno dei paesi dove il lockdown è stato più duro e per questo c’è la percezione che la pesante sosta possa aver avuto effetti. Ma altri paesi “grandi inquinatori” a livello mondiale non si sono mai fermati nell’ultimo anno e mezzo, come l’India, ad esempio, la Cina (dove i blocchi, pur severi, sono stati molto localizzati) e gli Usa. Il risultato? La concentrazione mondiale di CO2 durante il virus è salita da 416 parti per milione (aprile 2020) a 419 (aprile 2021). Senza contare il metano in atmosfera, che nel 2020 ha mostrato la massima crescita annua di sempre. I trend dei gas serra proseguono inarrestabili. L’unico calo registrato è quello di altri inquinanti (come il biossido di azoto, NO2) la cui durata in atmosfera è tuttavia molto minore. Però…

2. “Fa più freddo del normale negli ultimi mesi: quindi il global warming è una bufala!”. Il 2021 è partito con ben 4 mesi dei primi 5 sotto media termica come si vede nel grafico. Eppure quest’ultimo ci dà anche altre risposte. Degli ultimi 65 mesi, ben 47 a Trento sono stati più caldi rispetto al trentennio 1981-2010 (a sua volta già sensibilmente più caldo rispetto agli anni ’60 e ’70, ad esempio). Il meteo di un giorno o di un mese non è il clima: sono tantissimi i fattori in grado di cambiare le condizioni atmosferiche di una località per più settimane. Potremmo paragonare il cambiamento climatico in atto a una marea che, lenta ma inesorabile, sale: mentre il “tempo meteorologico” rappresenta le onde, che possono anche – ogni tanto –portarci sottomedia. Nelle prossime puntate parleremo dei motivi per cui il cambiamento climatico non viene sempre ben percepito dall’opinione pubblica.  



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