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Uomini e bestie, una lunga storia di amore e odio

Il peso degli insetti

lun 10 ago 2020 15:08 • By: Sergio Zanella

Sergio Angeli: «Troviamo una forma di convivenza»

Parnassius Apollo, Archivio Parco Nazionale dello Stelvio (ph. Luca Pedrotti)

Tra le miriadi di specie viventi presenti sul pianeta Terra un ruolo preponderante lo gioca la categoria degli insetti, animali spesso sottovalutati per le loro modeste dimensioni ma che in realtà rappresentano una delle più straordinarie forme viventi per capacità di adattamento all’ambiente circostante. Negli ultimi tempi l’attenzione rivolta a questa categoria di animali è in continuo aumento, in particolare verso gli impollinatori che da soli garantiscono la proliferazione (quantomeno in maniera parziale) dell’84% delle specie coltivate e del 78% della flora selvatica. Da apoidei, sirfidi e farfalle dipendono infatti 15 miliardi di euro della produzione agricola annuale dell’Unione Europea, una cifra davvero significativa che porta gli impollinatori ad essere la terza specie animale più redditizia per l’uomo dopo bovini e suini. Per fare il punto sulla situazione del rapporto tra uomo e insetti abbiamo incontrato Sergio Angeli, docente di entomologia presso l’Università di Bolzano.

Professor Angeli, gli insetti sono realmente in pericolo?

A questa domanda non si può rispondere in maniera univoca.

valli del noce

Alcune pratiche umane di certo non favoriscono la vita degli insetti, ma allo stesso tempo sono totalmente convinto che in un eventuale guerra di sopravvivenza tra uomo e insetto sarebbe sicuramente l’insetto a vincere. La via da seguire è quindi quella della convivenza, accettando pregi e difetti di questi animali.

Quanti sono gli insetti conosciuti sul pianeta Terra? Il numero delle specie di insetti è in continuo aumento. Si stima che esistano 1 milione di specie di insetti, a fronte di 50 mila specie di vertebrati. Gli insetti sono una delle forme di vita più ancestrali ed hanno un’incredibile capacità di mutazione e di adattamento all’ambiente circostante. Il segreto del loro successo è dovuto a tre fattori: conformazione fisica, capacità di volare e grande fecondità. Queste tre caratteristiche permettono loro di sopravvivere praticamente ovunque, ad eccezione delle calotte polari e degli oceani. Vi svelo un’ulteriore curiosità: al mondo il peso delle sole formiche è maggiore rispetto a quello degli uomini.

Che ricaduta ha avuto l’avvento della chimica sulla vita degli insetti?

Il ‘900 è universalmente conosciuto come il secolo della chimica. Nel 1939 venne per la prima volta utilizzato il DDT e all’epoca pareva essere la cura a tutti i mali provocati dagli insetti. Poi, nel giro di due soli anni, ci si è accorti che alcuni insetti erano già perfettamente in grado di resistere ai trattamenti con il DDT, mentre, al contrario, i danni per i vertebrati erano già significativi. La chimica ha continuato ad investire negli insetticidi, ma credo che ora siamo arrivati a un punto di non ritorno: per eliminare gli insetti dannosi per determinate colture siamo realmente disposti a spendere una quantità ingente di denaro e, soprattutto, a fare del male a noi stessi?

Quale evoluzione ci sarà nel rapporto futuro tra insetti e uomo?

Credo che l’uomo debba imparare a interpretare al meglio l’evoluzione della natura per trarre degli insegnamenti. Uno dei rapporti più intriganti, ad esempio, è quello esistente tra piante e insetti, che, pur causandosi a volte dei vicendevoli danni, sono riuscite ad adattarsi al meglio l’un l’altra. Mi ripeto: credo che nella natura esistano già le risposte ai nostri dilemmi.  



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